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mercoledì 7 aprile 2010

Terremoto dell’Aquila: dopo un anno cosa c’è di buono?

Alle 3.36 del 6 aprile 2009, esattamente un anno fa la terrà tremò all’Aquila e tremò talmente tanto forte da farsi sentire anche in molte delle regioni confinanti. Tremò talmente forte che rase al suolo una città che era un patrimonio artistico nazionale.
Alle 3.36 della scorsa notte invece, un anno dopo il terremoto dell’Aquila, in piazza Duomo si sono riunite 20 persone per una fiaccolata in ricordo delle vittime, una cerimonia davvero commovente e ricca di emozioni per tutti i parenti delle vittime che sono state ricordate con 308 rintocchi di campane e per tutte le persone presenti.
In questa occasione il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente, dopo aver ascoltato i ringraziamenti di Napolitano rivolti ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile e ai volontari ha voluto riconoscere l’impegno del Governo che in questi 365 giorni ha inviato 7.618 soccorritori allestendo 5.957 tende e costruendo 4.449 appartamenti antisismici, gli ultimi dei quali sono stati consegnati a fine febbraio e hanno dato riparo a quasi 15 mila persone. E ad aumentare gli aiuti per i sopravvissuti al terremoto dell’Aquila due mesi fa sono stati ammessi al contributo speciale per la riparazione altre 500 case.

Ma qual’é il bilancio di questo lungo anno?
Al di la delle tante opinioni discordanti e delle tante lamentele che oggi popoleranno di sicuro tutti i media Blog Immobiliare ha deciso di andare a vedere con occhio obiettivo la situazione attuale e cosa si è realmente fatto dopo il terremoto dell’Aquila.

Per chi si avvia a piedi nel centro cittadino lo scenario è abbastanza desolante: la maggior parte del centro storico è inaccessibile e i vicoletti che una volta erano caratteristici della città oggi sono transennati ancora ricoperti ai lati dalle macerie.
Le case che apparentemente hanno subito pochi danni sono ancora nelle stesse condizioni dell’anno scorso: puntellate e chiuse perché non sicure e molti palazzi sono stati messi al sicuro con delle grandi cinture proprio come quelle utilizzate dai camion quando trasportano un carico pericoloso.
Ciò che risulta evidente però è che ricostruire il centro storico non è per nulla una cosa facile, perché si dovrebbe ripartire da zero, dalle fondamenta che avrebbero dovuto esser costruite con criterio e soprattutto secondo le norme antisismiche.
Ma i tempi tecnici per ricostruire la città secondo i criteri antisismici vanno dai 10 ai 15 anni, come dimostra quanto è avvenuto e sta avvenendo per il terremoto dell’Umbria e delle Marche che di sicuro tutti ricordano.

Ed è proprio il terremoto del 1997 che ha fornito al Presidente Berlusconi lo spunto per un paragone significativo sul quale incentrare il messaggio mandato alle tante famiglie colpite dal terremoto dell’Aquila: “… L'Aquila e i tanti borghi colpiti dal sisma hanno una storia secolare e un patrimonio artistico e urbanistico tanto prezioso quanto delicato. Ci vorranno dunque anni per giungere al restauro e alla completa ricostruzione di quanto e' stato lesionato o perduto. Gli aquilani tuttavia devono esser fiduciosi perché le risorse necessarie per ricostruire L'Aquila sono già state previste nel "Decreto Terremoto": 8,6 miliardi di euro. E questo non era mai accaduto in passato. Lo sgombero delle macerie, bloccato dieci mesi fa dal Comune dell'Aquila, sta avvenendo e la ricostruzione e' già partita. Nell'attesa tutti vivono in una situazione dignitosa in case confortevoli e sicure. Per tornare alla normalità ci vorrà del tempo ma gli abruzzesi sanno bene che il Governo per loro ha fatto tutto il possibile con risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Gli aquilani riavranno la loro città – continua il Presidente - La ricostruzione dell'Abruzzo non ha e non avrà nulla a che vedere con gli sprechi e i ritardi del Belice, dell'Irpinia e dell'Umbria"

Ciò che conforta effettivamente e dà senso alle parole appena lette è vedere la periferia dell’Aquila popolata da migliaia di appartamenti antisismici e dotati di ogni confort per tutti i fortunati che hanno potuto accedere alle abitazioni costruite dopo il piano C.A.S.E..
Chi invece non è rientrato in questa fortunata lista, ha avuto comunque la possibilità di ottenere alloggi gratuiti nei vari alberghi della riviera adriatica, tra le polemiche dei tanti albergatori che non possono sfruttare a pieno le loro strutture ricettive per le imminenti vacanze sull’Adriatico.
È chiaro che per queste 15 mila persone queste non sono case definitive, quelle che andranno a sostituire gli appartamenti che hanno perso nel centro storico, ma rendono sicuramente l’attesa più dolce che vivere in conteiner o nelle tende.
E dopo? Quando finalmente la città si sarà riappropriata del suo centro storico e si potrà parlare del terremoto all’Aquila come un ricordo lontano, che fine faranno le migliaia di costruzioni che ora sono occupate da queste famiglie disagiate? Diventeranno case in affitto per moltissimi studenti, il vero cuore del capoluogo abruzzese.
Ma questo non è l’unico lato rosa della ricostruzione, assieme alle case antisismiche sono state costruite 32 nuove scuole, note come Musp, Moduli ad Uso Scolastico Provvisorio e sono stati messi in sicurezza molti vecchi edifici che hanno consentito agli oltre 17 mila studenti aquilani di tornare sui banchi in tempo per l'inizio dell'anno scolastico 2009/2010.
Grandi risposte di ripresa ha dato anche l'Università dell'Aquila che ha fatto registrare oltre 23 mila iscrizioni, anche se come continua a denunciare il Rettore Ferdinando di Orio le istituzioni non hanno dato risposte adeguate sul fronte posti letto per i non residenti. Ci sono ancora oltre 6 mila ragazzi fuori sede che ogni giorno affrontano i disagi di ore di viaggio in pullman prima di arrivare in facoltà.
Blog Immobiliare spera che dopo aver affrontato al meglio la situazione d’emergenza per tutti i residenti, sicuramente i più colpiti dal terremoto dell’Aquila, anche gli studenti avranno tutto ciò di cui hanno bisogno per poter frequentare le lezioni e raggiungere le proprie facoltà comodamente.
In un anno i passi avanti ci sono stati e speriamo che a breve se ne vedranno altri!
Vi lasciamo qui di seguito il video simbolo del terremoto dell’Aquila e della speranza che lega migliaia di persone.


mercoledì 24 febbraio 2010

Terremoto dell’aquila: dopo dieci mesi 500 case sono state ammesse al contributo speciale per la riparazione.

Sulle conseguenze del terremoto dell’Aquila si è detto tanto e tanto si è visto. Ma dopo dieci mesi dalla tragedia, come vivono gli aquilani? E cosa si sta facendo realmente per migliorare la loro vita di tutti giorni?
La redazione di Blog Immobiliare ha indagato sulla situazione attuale e questo è il quadro che ne è derivato.

Il centro storico, la parte più danneggiata dal terremoto dell’Aquila, è ancora inaccessibile per tutte le migliaia di persone che lo popolavano e anche se ci sono tante case che hanno subito pochi danni, e che sarebbero accessibili con qualche piccola riparazione, gli abitanti sono ancora sparpagliati sulla costa, nelle seconde case di fortuna e nelle case costruite dal governo Berlusconi a venti chilometri dalla città.
Mentre le vie del centro continuano ad esser piene di macerie pochi giorni fa i cittadini aquilani si sono riuniti per una manifestazione di protesta chiamata “delle Mille Chiavi”. Nel corso di questa manifestazione è stato legato un mazzo di chiavi alle sbarre delle transenne che chiudono il centro storico e proprio nella piazza principale della città si è svolta l’assemblea comunale, nella quale il sindaco ha chiesto la solidarietà dei cittadini ed ha spiegato le mille difficoltà che rallentano lo smaltimento delle macerie e la ricostruzione del centro storico.
Ciò di cui si lamentano gli aquilani è il netto contrasto che si avverte fra l’impegno del governo per la costosissima costruzione della new towns e la trascuratezza totale delle case da ristrutturare, visto che le cifre messe a disposizione per la ricostruzione del centro storico dopo il terremoto dell’Aquila non solo sono inferiori a quelle stanziate per i terremoti dell’Umbria e delle Marche, ma saranno distribuite un pò alla volta da qui a venti anni.

“Cerchiamo di salvare il salvabile, se non è troppo tardi!!” è stato il coro dei cittadini aquilani e forse qualche passo avanti c’è stato!

La notizia è recentissima: sono stati ammessi al contributo speciale per la riparazione, previsto dall’ordinanza n. 3805/2009 del presidente del Consiglio dei ministri, cinquecento immobili. Si tratta di 500 alloggi classificati A, B o C che erano stati concessi dai proprietari in affitto prima del terremoto e che gli stessi proprietari intendono dare nuovamente in locazione ai medesimi inquilini o ad altri alle stesse condizioni che vigevano prima del sisma e per un periodo minimo di due anni.
Sul sito del comune dell’Aquila, nella sezione ‘terremoto-aggiornamenti’, sono consultabili l’avviso della Municipalità, l’elenco dei proprietari che hanno avuto il via libera per l’accesso al contributo e l’indirizzo degli immobili oggetto di interventi.

Come si ottengono i contributi speciali?
I proprietari in questione dovranno dimostrare, per ottenere il contributo, di aver offerto le case ammesse al finanziamento agli stessi inquilini che l’avevano in affitto prima del sisma. In caso questi ultimi non abbiano accettato tale diritto di prelazione o si siano resi irreperibili, i beneficiari potranno immettere l’immobile sul mercato, ma agli stessi canoni di locazione che percepivano prima del sisma. Successivamente i proprietari dovranno depositare al Comune dell’Aquila, servizio Emergenza e Ricostruzione, scuola della Guardia di Finanza di Coppito, un’autodichiarazione con la quale attestino che i precedenti affittuari non hanno voluto riprendere in consegna l’immobile e che lo stesso è a disposizione per un nuovo contratto di affitto alle condizioni vigenti prima del 6 aprile e la copia del precedente contratto.

Il Comune dell’Aquila precisa inoltre che verranno effettuati dei controlli capillari per verificare la rispondenza delle dichiarazioni rese e la regolarità della concessione in affitto degli immobili indicati.