lunedì 29 marzo 2010

Case al mare: il mercato immobiliare turistico è sempre di moda

Chi non ha la fortuna di vivere sul mare, ma lo ama tanto, sogna di poter comprare una seconda casa al mare dove trascorrere almeno le vacanze estive.
Desiderio comune a molti italiani, tanto che il mercato immobiliare turistico, malgrado le difficoltà economiche degli ultimi anni, è sempre di moda, anche se è un fenomeno meno conosciuto e studiato.
Secondo le ultime indagini effettuate, risulta che questo settore sta reggendo bene alla crisi, facendo registrare una constate compravendita di case sul mare.

Ma quanto costa comprare casa nelle località turistiche italiane?
Naturalmente, i prezzi variano di molto a seconda della località dove si decide di acquistare la propria casa al mare.
I dati riportati sono stati elaborati dalla FIAIP Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari, nell’ambito della ricerca sull’Andamento immobiliare Turistico e le località di mare prese in esame sono: Amalfi, Cefalù, Forte dei Marmi, Lido di Jesolo, Lignano Sabbiadoro, Montesilvano, Porto Rotondo, Rimini, Sabaudia, San Benedetto del Tronto, Santa Margherita Ligure, Termoli, Tropea e Vieste.

Se analizziamo le località di mare del Nord, scopriamo che a Santa Margherita Ligure, ad esempio, una casa sul mare viene a costare fino a 11.000 euro e minimo 3.500 euro al mq , a patto che si decida di spostarsi dal centro e allontanarsi un po’ dal mare.
A Lido di Jesolo , si abbassano decisamente i prezzi: per una casa al mare occorrono massimo 6.000 euro al mq e minimo 2.000 euro; per la famosa Lignano Sabbiadoro si spendono massimo 6.000 euro e minimo 2.500; leggermente più bassi i prezzi nella caotica Rimini dove occorrono al massimo 5.400 euro al mq per una casa in centro nuovissima e minimo 2.500 per un’abitazione meno nuova e non centrale.

Nel Centro Italia, mediamente, si spende meno per coronare il sogno di avere una casa al mare, fatta eccezione per Forte dei Marmi, ambita meta turistica Toscana, dove si può arrivare a spendere fino a 11.000 euro al mq e non meno di 4.000.
Tutta un’altra musica a San Benedetto del Tronto dove in media sono necessari 3.300 euro al mq e si spende ancora meno a Sabaudia dove in media bastano 2.900 euro al mq.
Anche al Sud e nelle Isole i prezzi scendono ulteriormente, fatta eccezione dell’incantevole Amalfi con una media di 4.950 euro al mq e Porto Rotondo che batte tutti i record: pensate che per un’immobile si arriva a pagare fino a 12.000 euro al mq, davvero un lusso per pochi!
Chi ama trascorrere le vacanze in riviera Adriatica può spendere una cifra ragionevole in alcune città del Centro e del Sud come Termoli dove occorrono al massimo 2.100 euro, poco di più nella bella città di Vieste dove si spendono 2.500 euro per una casa nuovissima e centrale; 2.300 euro al mq è invece la cifra massima richiesta per acquistare una casa a Montesilvano sul mare. Per concludere, ci sono le gettonate mete turistiche di Tropea e Cefalù dove l’acquisto di un’ abitazione è, rispettivamente, di 5.000 euro al mq e 3.300 per un’immobile nuovo e in zona centrale.

Questi appena elencati sono i prezzi attuali, ma qual è l’andamento rispetto agli anni precedenti?
Sintetizzando, si può dire che in queste località c’è un calo di prezzi pari al 1,4% rispetto all’anno precedente, fatta eccezione per alcune località turistiche dove, in controtendenza, si prevede un aumento dei prezzi degli immobili e che sono Lido di Jesolo e Amalfi.

Dal sondaggio della Fiap risulta inoltre che è in aumentato il numero di immobili offerti in vendita ed è diminuito invece il tempo medio di vendita necessario, che è attualmente al massimo di 8 mesi, rispetto ai 12 mesi registrati nell’anno precedente.

Chi sono quelli che comprano la seconda casa in Italia sul mare?
Nella quasi totalità dei casi, ben l’83,6%, si tratta di italiani, la maggior parte dei quali abita nelle aree metropolitane e cerca ristoro scegliendo una bella località turistica per acquistare la seconda casa, il 9, 4 % sono cittadini di altri paesi europei e il restante 7,1% è costituito da acquirenti extracomunitari.

Se anche voi volete vendere o acquistare una casa sul mare, chiedeteci un parere: su Blog Immobiliare siete i benvenuti!

giovedì 25 marzo 2010

Case vacanze: tutto quello che dovete sapere sulla locazione turistica

Siamo in primavera e la voglia di vacanze inizia a farsi sentire. Iniziamo a pensare dove voler trascorre l’estate che sta per arrivare dopo un inverno di duro lavoro. Vacanze in riviera tirrenica o vacanze in riviera adriatica? Una volta scelta la destinazione del nostro viaggio la domanda successiva è: case vacanze, albergo, hotel, resort oppure ostello? Sempre più italiani scelgono per le proprie ferie l’affitto di una appartamento ed Internet è diventato sicuramente il canale privilegiato per trovare gli annunci di case vacanze.
Sia che ci si affidi ad un’agenzia immobiliare, sia che lo si faccia da privato è giusto tener presente che la locazione estiva ha le sue regole da rispettare, anche se bisogna prenotare le case vacanze per un breve periodo.

Per prima cosa è bene sapere che esiste il contratto di locazione turistica ( Art. 1, comma 2, lett. C della Legge 431 del 1998 ) , che solitamente non si registra, perchè per un periodo inferiore ai 30 giorni è valido anche l’accordo verbale, ma per essere più sicuri si può stilare una lettera così da tutelarsi per eventuali brutte sorprese.
Sul verbale di locazione vanno specificati:
  • dati dell’inquilino;
  • dati del proprietario;
  • durata di locazione;
  • l’importo del canone di locazione;
  • le spese escluse e quelle incluse;
  • le caratteristiche dell’appartamento;
  • la data di riconsegna delle chiavi;

Altro aspetto importante da conoscere sono i tempi del pagamento per le case vacanze che sono decisi di comune accordo dal proprietario e l’inquilino. È bene ricordarsi che non si paga mai il canone prima di avere le chiavi in mano ed è importante farsi dare un ricevuta sia del pagamento della caparra che del saldo finale.

Prima di ogni altra cosa è sempre utile informarsi il più possibile sull’appartamento che si prenderà in consegna. Occorre chiedere in maniera dettagliata cosa comprende la locazione, ad esempio: spese condominiali, pulizie finali, biancheria, stoviglie, acqua, luce, gas…. Informarsi sulla grandezza dell’appartamento, dov’ è situato esattamente, se è facilmente raggiungibile, o quanto dal mare. È consigliabile anche farsi mandare delle foto più dettagliate dell’appartamento scelto e fissare un appuntamento con il proprietario per vedere di persona le condizioni dell’immobile prima di prenotarlo per le ferie tanto ambite. A volte può succedere che le foto delle case vacanze non rispecchino la realtà, meglio controllare di persona evitando così di rimanere delusi.

Prese queste precauzioni è arrivato il momento di entrare nella casa per le vostre vacanze. Verificate se la casa è in buono stato, come è stato dichiarato dal proprietario e, se ci sono dei guasti o malfunzionamenti, è giusto avvisare immediatamente il proprietario affinché non tenti di attribuirci un danno che era già presente.

Presa coscienza di questi piccole ma fondamentali regole per una vacanza senza rompicapi , non vi resta che scegliere l’offerta ideale di casa vacanza, soddisfare al meglio la vostra voglia di riposo, abbandonare i tempi frenetici del lavoro e degli impegni quotidiani, e passare giornate insieme ai vostri cari in pieno relax.

venerdì 19 marzo 2010

Contratto di affitto: obblighi del locatore e del conduttore

Sarà capitato a tutti, almeno quando si prende casa in affitto per la prima volta, di imbattersi in termini fino a quel momento sconosciuti. Quante volte su un contratto di affitto abbiamo letto il vocaboli conduttore e locatore?
Proviamo a darne una semplice definizione. Il conduttore è colui che prende una casa in affitto, detto comunemente inquilino, il locatore invece, è il proprietario che dà la casa in affitto.

Sei un conduttore o un locatore e stai per firmare un contratto di affitto?
Per muoverti meglio nel mondo degli affitti, ti tornerà sicuramente utile sapere che nel contratto di affitto ci sono voci che attestano gli obblighi del locatore e gli obblighi del conduttore. Conoscerle può risultare molto utile, perché la loro inadempienza può portare alla cessazione del contratto e addirittura allo sfratto, in quanto sono condizioni generali stabilite per legge.

Se stai per concludere un contratto di affitto ecco quali sono gli obblighi del conduttore:

  1. hai l’obbligo di servirti dell’immobile per l’uso determinato dal contratto;
  2. devi restituire l'immobile alla scadenza del contratto di locazione nello stato in cui lo hai ricevuto, salvo il deterioramento e il consumo risultante dall'uso;
  3. hai l’obbligo di pagare il corrispettivo periodico alla scadenza prestabilita, rispettando sempre le modalità di pagamento pattuite;
  4. hai l’obbligo di rispondere della perdita e del deterioramento della cosa avvenute nel corso della locazione, anche se causate da un incendio, qualora non venga provato che siano accaduti per fatti non imputabili al conduttore;
  5. devi chiedere il permesso al locatore in caso voglia apportare dei cambiamenti all’immobile. Questo serve ad evitare che il locatore, alla fine del contratto di locazione, pretenda che l’immobile torni come era prima. A meno che non abbia chiesto, e ottenuto, preventivamente il consenso del locatore, il conduttore non ha il diritto di chiedergli il pagamento delle spese sostenute per i miglioramenti apportati;
  6. le riparazioni urgenti possono essere eseguite direttamente dal conduttore, salvo rimborso da parte del locatore, purché gliene sia data contestuale comunicazione.
Questi obblighi sono sanciti dall' art. 1587 del Codice Civile.

Se sei, invece, un proprietario di casa è necessario conoscere quali obblighi ti spettano nei confronti del conduttore dal momento in cui firmi il contatto di locazione:

  1. Consegnare le chiavi della casa al conduttore solo dopo la stipula del contratto di locazione.
  2. Chiedere il deposito cauzionale per il pagamento del canone e degli eventuali danni.
  3. Informarsi sulle referenze del conduttore e verificarne la solvibilità.
  4. Intestare le utenze (gas, luce, acqua, rifiuti solidi urbani etc.) al conduttore.
  5. Registrare il contratto e dividere le spese di registrazione in parti uguali con il conduttore.
  6. Entro 48 ore presentare la denuncia di cessione di fabbricato alle autorità competenti.
  7. Vietare la sublocazione ad un canone superiore a quello pagato dal conduttore.
  8. Non accettare proposte di contratto riconducibili alla durata di otto anni prevista dalla legge (foresterie fittizie, usi transitori, etc).
  9. Informarsi con esattezza sugli immobili i cui contratti di locazione possono essere stipulati secondo le sole norme del Codice Civile.
  10. Farsi assistere nella stesura del contratto da un professionista.

Gli obblighi del locatore sono sanciti dall’art 1575 del Codice Civile.


Per non sbagliare ed essere sicuri che il contratto di affitto sia in regola è sempre meglio affidarsi ad un’ agenzia immobiliare competente e specializzata nella locazione. In questo caso, sarà il loro agente immobiliare, fungendo da mediatore, ad occuparsi di tutte le incombenze pratiche, burocratiche e legali fino alla trattativa e conclusione dell’ affare.


Molto spesso con il “fai da te” si rischia di incappare in proprietari che non regolarizzano i contratti e chiedono l’affitto in nero. Un po’ quello che accade agli affitti degli studenti universitari fuori sede quando cercano casa, che si ritrovano a dover pagare prezzi esorbitanti per una stanza singola. A Milano, ad esempio, per una stanza singola occorrono circa 450 € al mese, a Roma 600 € per un posto letto, un po’ meno cara è Bologna, e spostandosi verso Sud i più economici sono gli affitti a Pescara dove per una stanza singola occorrono circa 300 € e per una doppia circa 200 €. Se vuoi approfondire anche questo argomento e scoprire le città più care leggi il post “Affitti agli studenti universitari: tasche vuote e contratti inesistenti”.

mercoledì 17 marzo 2010

Tutto sul contratto di locazione

Sempre più spesso muoversi nel mercato immobiliare della locazione non è cosa semplice.
Per chi cerca casa o per chi è proprietario e vuole affittare il proprio immobile conoscere la tipologia di contratto di locazione più adatta alle sue esigenze è sempre un lavoro arduo, anche perché ci si imbatte più volte in proprietari che offrono affitti in nero. È sempre meglio affidarsi ad un agenzia immobiliare di fiducia sia per cercare un immobile in affitto sia per chi vuole affittare la propria casa.

Per questo motivo è quanto mai utile avere sottomano una guida veloce sui vari tipi di contratto per capire e scegliere quale tipologia si adatta meglio alle proprie richieste. È necessario, prima di tutto, sapere che le tipologie di contratto si dividono in due grandi categorie: il contratto di locazione ad uso abitativo ed il contratto di locazione ad uso diverso da quello abitativo.

Chi deve affittare un immobile ad uso abitativo deve valutare quale alternativa gli si addice meglio in termini di durata, aspetti economici e convenienza fiscale tra le varie tipologie di contratti.
Esistono due tipi di contratto di locazione ad uso abitativo:

  1. Il contratto libero (detto anche contratto 4+4) prevede la stipula di un canone deciso liberamente dalle parti, ponendo però come vincolo il termine minimo di durata di 4 anni e prevede un rinnovo automatico di 4 anni;

  2. Il contratto-tipo a canone concordato prevede a sua volta:
  • Contratto transitorio: dura da un minimo di un mese a un massimo di 18 mesi;
  • Contratto 3+2 di rinnovo automatico: alla prima scadenza contrattuale il locatore può esercitare facoltà di disdetta solo se ricorre una delle condizioni stabilite dalla legge 431/98.

Del contratto di locazione ad uso diverso dall’abitativo fanno parte tutti quei contratti che hanno ad oggetto immobili con destinazione d'uso commerciale, artigianale, industriale, professionale o alberghiero.
La durata può essere di:
  • 6 anni + 6 di rinnovo automatico
  • 9 anni + 9 per immobili destinati ad attività alberghiere
Il canone è completamente libero, secondo accordi tra locatore e conduttore e può essere aggiornato annualmente in misura non superiore al 75% dell'indice pubblicato dall'ISTAT.
L’inquilino può recedere dal contratto in qualunque momento nel corso della locazione inviando lettera raccomandata con almeno 6 mesi di preavviso per gravi motivi. Il locatore, invece, può inviare disdetta solo in occasione delle scadenze contrattuali inviando lettera raccomandata almeno 12 mesi prima della scadenza (18 mesi se si tratta di un immobile destinato ad attività alberghiere). Alla prima scadenza contrattuale il locatore può esercitare facoltà di disdetta solo se ricorre una delle condizioni stabilite per legge. Qualora non ricorra nessuna condizione prevista dall’art. 29 legge 392/78 il contratto si rinnova, automaticamente e alle stesse condizioni, per un periodo di ulteriori 6 o 9 anni, al termine del quale il locatore può inviare disdetta, sempre con lo stesso termine di preavviso, questa volta per qualunque motivazione. In caso contrario il contratto si rinnova alle medesime condizioni, per uguale periodo.

La locazione ad uso diverso dall'abitazione è interamente disciplinata dalla legge 392/78 .

L’importante è ricordarsi che bisogna sempre diffidare da chi ci offre case in affitto in nero. Occorre richiedere sempre un contratto di locazione regolarmente registrato, perché come abbiamo appena visto, di possibilità ce ne sono tante ed ognuna di queste può soddisfare le esigenze sia dell’inquilino sia del proprietario.

Spesso vale la pena affidarsi ad un’agenzia immobiliare esperta nel settore della locazione che ci sappia guidare e fare la scelta giusta.

venerdì 12 marzo 2010

Investimenti immobiliari: gli stranieri scelgono l’Italia

Gli stranieri che sembrano prediligere il nostro paese per fare investimenti immobiliari, secondo gli ultimi sondaggi, sono inglesi, austriaci, francesi, tedeschi e russi. In generale in Italia, secondo le stime effettuate nell’anno 2009 le richieste di abitazioni da parte degli stranieri risultano aumentate del 15% rispetto all’anno precedente e sono soprattutto inglesi e tedeschi a investire sul mattone italiano.

La capitale si aggiudica il primato di città italiana nel quale risulta il maggior numero di investimenti immobiliari da parte degli stranieri, anche se negli ultimi tempi ha registrato un calo considerevole degli acquirenti stranieri rispetto agli anni precedenti, in particolar modo di quelli americani.
Il motivo che ha determinato questo calo di investimenti va rintracciato nella crisi economica internazionale che ha avuto il suo epicentro proprio in America e che ha determinato anche il ribasso del dollaro rispetto all' euro e quindi una minor capacità di acquisto degli americani in Italia.
A Roma, comunque la domanda di acquisto di immobili continua ad essere sostenuta soprattutto dagli stranieri residenti nella capitale.

Ma quanto e dove spendono gli stranieri per comprare casa in Italia?

Gli stranieri che vogliono acquistare case in Italia non sono tutti uguali, le preferenze e le tipologie abitative che scelgono sono differenti e diversa e anche la somma che sono disposti a spendere. Gli inglesi sono i maggiori acquirenti di immobili italiani e le ricerche ci dicono che in media spendono fra i 300 mila e i 500 mila euro. Il loro sogno è quello di comprare un bel casale nelle campagne Toscane, dove godere dei benefici della vita all’aria aperta. I tedeschi, sempre molto affezionati al nostro paese, rispetto agli inglesi però spendono meno euro per il loro immobile.
In genere, la cifra che sono disposti a spendere si aggira fra un minimo di 200 mila euro e un massimo di 300 mila euro.
Anche i gusti sono completamente differenti: per i tedeschi la casa ideale da comprare in Italia è un comodo bilocale in Emilia Romagna, magari sul Mar Adriatico.
Gli austriaci preferiscono non allontanarsi troppo e scelgono il vicino Friuli-Venezia Giulia anche se apprezzano molto anche i paesaggi dell'Umbria.
Poi ci sono i francesi che preferiscono avere la loro seconda casa, che si tratta in generale di un bilocale, in Liguria o in Toscana.
I russi invece puntano su un investimento immobiliare che non bada a spese: ville nelle isole o abitazioni di pregio nei centri storici delle città italiane come Roma, Venezia e Napoli.
Gli acquirenti russi sono solitamente industriali o professionisti che comprano immobili per effettuare investimenti nel campo del turismo di lusso oppure scelgono l’Italia per avere un punto di riferimento in Europa.

Possiamo concludere che per gli stranieri l’Italia non è soltanto più un luogo solo per le vacanze, ma anche il posto adatto per fare investimenti immobiliari.

giovedì 11 marzo 2010

Affitti agli studenti universitari: tasche vuote e contratti inesistenti.

Chi di voi non ricorda i primi giorni all’Università? Quel misto di emozione e paura che si prova mentre ci si incammina in facoltà per la prima lezione universitaria! Una nuova vita, nuove responsabilità e per molti una nuova casa, quella casa che col tempo impari a chiamare “casa mia”!
La trafila per cercare casa è lunga e non priva di difficoltà: le fonti primarie di contatti sono le bacheche universitarie piene zeppe di foglietti penzolanti con numeri di telefono strappati che pubblicizzano singole luminosissime, doppie ampissime e posti letto vicinissimi all’università. E dopo mille giri, mille telefonate, mille visite ad appartamenti fatiscenti finalmente si trova una casa, non proprio quella che stavate cercando, tanto poi basterà renderla più carina con poster, foto e tutto ciò che si è portato dalla propria cameretta, quella in casa dei propri genitori.

Sembra fatta! Di sicuro arrivati a questo punto avrete pensato che dopo l’accordo con il padrone di casa e dopo aver dato la caparra per “fermare la stanza” fosse finita l’odissea. E invece no! È qui che arriva il bello, o meglio, è qui che arriva la fregatura!

Quanti di voi, all’università, hanno avuto un contratto di locazione irregolare o hanno firmato ricevute di pagamento per una somma inferiore a quella effettivamente pagata?
Siamo sicuri che la situazione appena descritta sia comune a moltissimi studenti universitari, e ad affermarlo non siamo solo noi.

Da un recente studio è emerso che in Italia gli studenti fuori sede in cerca di alloggio alle prese con prezzi altissimi e proprietari di casa che lucrano ed evadono il fisco, sono circa 700 mila. Non solo, ma molte di queste case messe in affitto agli studenti sono in pessime condizioni, spesso non a norma di legge e prive di ogni comfort.
In generale possiamo dire che gli affitti agli studenti si aggirano intorno a questi prezzi: a Milano per un posto letto occorrono circa 450 € al mese, mentre per una stanza singola si va da un minimo di 650 € ad un massimo di 900 € in pieno centro; a Roma, nelle zone cosiddette universitarie si pagano 600 € per una stanza singola e 450 € per un posto letto in doppia. Un po’ meno cari sono gli affitti a Bologna dove si spende tra 250 e 280 € per una doppia e da 370 a 500 € per una singola e gli affitti a Pescara dove per una stanza singola occorrono circa 300 € e per una doppia circa 200 €.
Il vero problema degli affitti agli studenti, però, non riguarda solo i costi elevati, ma soprattutto il fatto che nella maggior parte dei casi ci sono anche tutta una serie di violazioni, alloggi privi di sicurezza e modalità irregolari con le quali si attribuisco agli inquilini spese extra che sarebbero di competenza dei proprietari.
Questa frode oltre a danneggiare le entrate fiscali mina il diritto allo studio dei giovani universitari e grava sui bilanci di milioni di famiglie.

A questo proposito vi segnaliamo un’interessante intervista fatta dal portale Studenti.it al capitano Dario Fasciano, Comandante del primo nucleo operativo della Guardia di Finanza di Roma.
Secondo Fasciano negli ultimi anni si assiste ad una maggiore presa di coscienza della situazione sugli affitti in nero agli studenti, non solo da parte di questi ultimi, ma anche da parti dei genitori e di molti proprietari di casa che cercano di collaborare con la Guardia di Finanza.
Dal 2004, data in cui la Guardia di Finanza ha predisposto nelle grandi città come Roma, Milano, Bologna, Napoli e Palermo un progetto operativo finalizzato al contrasto del fenomeno, sono aumentate le segnalazioni di abusi riguardanti gli affitti a studenti fuori sede. Questo progetto riveste una grande importanza, non solo sul piano fiscale, ma anche per gli equilibri generali del mercato immobiliare.

Ma come si può cercare di contrastare questo fenomeno? Ecco l’opinione del Capitano della Guardia di Finanza di Roma: “Innanzitutto monitorando i contratti di fornitura elettrica o di gas di singoli soggetti tramite l'anagrafe tributaria. In questo modo abbiamo riscontrato un aumento di richieste di nuovi allacci e forti consumi in quelle considerate "seconde o terze case", che non corrispondevano ad altrettante dichiarazioni di "redditi da locazione" ma solo di "redditi catastali". Partendo da ciò abbiamo fatto un'attività di controllo capillare, che possiamo definire di "porta a porta". Abbiamo tenuto d'occhio anche le bacheche delle università e i giornali specializzati, dove i nostri uomini raccolgono tutti gli annunci e verificano la regolarità dei contratti. In due anni e mezzo di indagini abbiamo individuato circa 25 mila studenti, a cui abbiamo inviato un questionario. Abbiamo chiesto dove erano ubicati, il nome del padrone di casa o comunque il nome della persona a cui pagavano la locazione. Dalle indagini abbiamo individuato solo a Roma 8 mila casi di proprietari che avevano affittato appartamenti o posti letto senza stipulare un contratto e ancor più grave senza aver dichiarato il reddito effettivo ricavato dalla locazione. Queste persone nel giro di 4 anni hanno evaso ben 50 milioni di euro che abbiamo per fortuna recuperato anche grazie al supporto degli studenti.”

Esatto, grazie agli studenti, che stanchi di affitti in nero e contratti irregolari, hanno avuto il coraggio e il buon senso di denunciare la situazione.
E farlo è semplicissimo: bisogna recarsi personalmente al comando della Gdf più vicina o, se non è possibile, inviare una segnalazione scritta, dopo aver parlato con il padrone di casa e aver accertato che non c'è alcuna disponibilità a regolarizzare il contratto di locazione.
Per gli studenti che sporgono denuncia non vi è nessuna conseguenza, per il proprietario invece la situazione è diversa. Prima di tutto sarà costretto a rivedere la dichiarazione dei redditi, aggiungendo quanto non denunciato, a cui si applica una sanzione che va da 100 a 200 volte l'imposta evasa, e poi c'è anche una denuncia a livello amministrativo per non aver comunicato all'autorità di pubblica sicurezza o al comune la presenza dell'affittuario nella proprietà, secondo quanto richiede la nuova legge antiterrorismo.

A questo proposito vi riportiamo di seguito un’interessante inchiesta del Tg1 sugli affitti in nero agli studenti.



E voi? Anche voi avete seguito la trafila degli annunci nelle bacheche universitarie o avete preferito rivolgervi ad un’agenzia immobiliare? Diteci la vostra!!

martedì 9 marzo 2010

La frode degli affitti in nero in Italia

Gli affitti in nero in Italia generano un’evasione fiscale pari a 12 milioni e 800 mila euro! Questo il dato poco rassicurante che è emerso dai 2.639 controlli effettuati dalle Fiamme Gialle nel 2009. Nel nostro paese la frode fiscale sta diventando una vera e propria piaga sociale, in particolar modo, con il passare degli anni, assistiamo ad un aumento smisurato di affitti in nero. Vittime di questa situazione sono gli studenti universitari, le famiglie meno abbienti e gli stranieri costretti a pagare il canone mensile senza lasciare alcuna traccia contabile, perché senza le spese per la registrazione dei contratti i proprietari fissano affitti un po’ meno cari. Insomma un mercato, quello degli affitti in nero, che sembra convenire a tutti meno che alle tasche dello stato, calcolando che questo giro d’affari vale decine di milioni di euro stando alle ultime indagini svolte dalla Guardia di Finanza.
Cifre non solo eloquenti ma anche preoccupanti quelle che fotografano la situazione italiana degli affitti in nero e che confermano a pieno i dati raccolti dal Sunia. Secondo il Sindacato Unitario Nazionale Inquilini ed Assengatori, infatti, l’evasione fiscale riguarderebbe oltre un milione e mezzo di case con contratti di affitti in nero pari al 40% del totale, generando così una vera e propria frode fiscale di oltre 3,5 miliardi di euro. E se parliamo degli affitti in nero agli stranieri le cifre si raddoppiano fino a toccare il 90% di contratti non registrati.
Per la Guardia di Finanza e per il Sunia calcolare a quanto ammonta la frode fiscale sugli affitti in nero è stato facile: considerando che gli immobili presenti sul mercato immobiliare italiano sono all’incirca 4,3 milioni e che gli immobili registrati regolarmente sono solo 3,8 milioni, è palese che l’evasione nel settore locativo coinvolge circa 1,5 milioni di case con 13 miliardi di euro d’imponibile.
Secondo il Sunia, i picchi dell’evasione si registrano in particolar modo nei centri popolati da immigrati e studenti universitari fuori sede, ovvero gruppi di persone maggiormente sfruttabili perché, anche se per motivi diversi, sono entrambi in cerca di affitti poco cari e spesso non si preoccupano di ottenere i diritti che invece avrebbero con contratti regolarmente registrati.

Il fenomeno degli affitti in nero è presente in tutta Italia, ma grazie alle denuncie di illegalità presentate al sindacato, siamo in grado di stilare una classifica delle città in cui si registra il maggior numero di affitti irregolari: al primo posto c’è Milano immediatamente seguita da Roma e Genova e poi Vicenza, Napoli, Salerno, Torino, Varese, Firenze, Venezia, Bari, Caltanissetta, Bologna, Pisa e Catania. Dati preoccupanti arrivano anche dall'Anci, secondo cui tra case vuote e affitti in nero si raggiungono i 4 milioni di immobili. È per questo che l'Associazione dei Comuni spinge per l'introduzione di nuove norme, come la tassazione sulle rendite da affitti al 20% e la realizzazione del piano casa, annunciato da tempo dal governo ma ancora non messo in pratica. La soluzione, secondo l’Anci starebbe nella costruzione di nuove case popolari e non possiamo far altro che concordare se consideriamo che fino agli anni Ottanta si costruivano 30.000 alloggi l'anno, mentre negli ultimi 10 anni ne sono stati costruiti solo 2.000 l'anno.
Dai dati Istat, emerge infatti chiaramente che l'offerta di case in affitto agevolato, rispetto ai valori di mercato riconducibili all’edilizia sociale, è piuttosto misera: soltanto il 5,3% delle famiglie italiane, infatti, riesce ad usufruirne. Si tratta, nello specifico, delle famiglie con un solo genitore (9,1%) e di quelle più numerose (6,9% tra le famiglie di 5 componenti e oltre e 7,8% tra le famiglie di altra tipologia).

C’è da dire, però, che per contrastare questa frode non basta che i proprietari facciano due conti con la loro coscienza, ma occorre che ognuno di noi pretenda un contratto registrato regolarmente. A questo scopo spesso vale la pena ricorrere ad un’agenzia immobiliare esperta nel settore che ci sappia guidare nei meandri della locazione.

A questo proposito vi segnaliamo un’interessante guida redatta dalla Guardia di Finanza di Bologna assieme al comune e all’Università dal titolo "Affitti in nero: convivenza zero!", che non solo potrebbe risultare utile tanto ai proprietari quanto alle molte persone in cerca di case in affitto.

Mercato immobiliare in ripresa, previsioni positive per tutto il settore

Buone notizie per il mercato immobiliare: è prevista un’incoraggiante ripresa di tutto il settore a partire dalla seconda metà del 2010. A diffondere la buona notizia è la Confedilizia che ha presentato i risultati della ricerca sui valori di compravendita degli immobili ad uso abitativo dell’ultimo semestre di 103 province italiane. Dalla pubblicazione della Confedilizia emerge che i prezzi più alti per acquistare casa in Italia sono al Nord, seguite poi dal Centro e infine dal Sud.

Gli esperti che hanno condotto lo studio, prevedono un aumento degli investimenti immobiliari che dovrebbe registrarsi, in primo luogo, nei grandi centri urbani per poi spostarsi anche nelle città di medie e piccole dimensioni. Dunque, finalmente una svolta positiva per tutti gli operatori del settore immobiliare! Secondo i dati pubblicati dalla Confedilizia la ripresa potrà essere anticipata o accompagnata anche dal miglioramento del settore delle locazioni immobiliari.

Al di là delle fiduciose previsioni, i fattori che determineranno un nuovo sviluppo del mercato immobiliare italiano dipenderanno indubbiamente anche dalle scelte del governo in questo ambito. In particolare, a parere della Confedilizia, sarà determinante l’attuazione di alcuni provvedimenti legislativi, come l’ introduzione della tassazione sostitutiva dei redditi da locazione, la cosiddetta cedolare secca, riconosciuta come misura anti-evasione e le agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie che sono state già previste ma, al momento, solo per gli immobili in Abruzzo colpiti dal terremoto dell’Aquila.

Noi di Blog Immobiliare abbiamo voluto indagare meglio sulla preannunciata svolta del mercato immobiliare e abbiamo scoperto che a confermare la ripresa c’è un’ inchiesta condotta dalla Banca d'Italia e Tecnoborsa. Il sondaggio è stato somministrato ad un campione di 921 agenti che operano nel campo immobiliare.
Dal sondaggio condotto è emerso che nell'ultimo trimestre dell’anno 2009 c’è stato un aumento del numero delle compravendite che si riflette anche su i prezzi degli immobili, che ora dopo un lungo periodo di ribasso, tendono alla stazionarietà. Per il 66,1 % degli intervistati le prospettive per i prossimi due anni sono giudicate positive e in peggioramento solo dal 12,2% degli agenti coinvolti nell’intervista.
Dall’inchiesta risulta inoltre che il numero totale di compravendite svolte attraverso la mediazione di un agente immobiliare risulta in costante aumento, in particolar modo, nelle aree urbane del Nord Ovest e del Centro, dove si è costatata una tendenza a quotazioni più stabili e non al ribasso. Infine, un altro dato significativo ed incoraggiante è che il numero di agenti immobiliari che ha venduto almeno un immobile è salito intorno al 69% sul totale degli intervistati.

Per gli agenti immobiliari, per chi vuole aprire un’agenzia immobiliare e per tutti gli imprenditori edili si annuncia un futuro propizio.

Sicuri di avervi dato una buona dose di ottimismo vi auguriamo di continuare una piacevole navigazione su Blog Immobiliare!

venerdì 5 marzo 2010

Social Housing: che cos'è e a che punto siamo in Italia?

In Italia, ormai si sa, l'emergenza casa è una realtà: sono sempre più le giovani coppie, i single, i bamboccioni e gli anziani che richiedono case popolari perché faticano a trovare un’abitazione compatibile con contratti a progetto e pensioni troppo basse.
Eppure nel resto d’Europa non esiste la stessa emergenza, vi siete mai chiesti il perché?
La risposta si chiama Social Housing.
Il Social Housing è una vera e propria politica abitativa che si fonda su tre principi fondamentali:
  1. Progettare abitazioni di qualità;
  2. Garantire sostenibilità ambientale ed efficienza energetica;
  3. Contenere i prezzi.
Di cosa si tratta? Stiamo parlando di palazzine costruite attraverso agevolazioni fiscali, finanziarie e patrimoniali, che offrono piccoli appartamenti dotati di tutti i confort con qualche locale in comune come la lavanderia, la sala hobby, a volte la cucina e il giardino, a contratti quinquennali e soprattutto ad affitti bassi.

Chi può chiedere una casa sociale in affitto? Ne hanno diritto tutti coloro che non sono tanto benestanti da affrontare un canone mensile per un appartamento residenziale, ma nemmeno tanto povere da poter ottenere le case popolari.

Nel Nord Europa la politica del Social Housing è ormai affermata da un po’ ed ha un grande riscontro. Qui le istituzioni mettono a disposizioni “case sociali” in cambio di affitti equi, con la soddisfazione ed il guadagno di entrambe le parti.
Per quanto riguarda l’Italia invece il dato che meglio fotografa la situazione è stato messo in luce dal Presidente di Assoambiente durante un convegno svoltosi nell’ European Property Italian Conference a Roma lo scorso settembre. “In Italia – ricorda Gualtiero Tamburini – il 20% dei cittadini vive in affitto e l’aumento dei canoni porta a destinare una quota sempre maggiore di reddito familiare alle locazioni. Il disagio deriva dal fatto che solo il 5% delle strutture residenziali sono pubbliche, per il resto i prezzi sono determinati dai privati in regime di libero mercato.
In questa conferenza si è molto dibattuto sul Social Housing e sulla necessità di adottare questa politica anche in Italia, dove si sconta il ritardo nei confronti di altri paesi europei che hanno creato edifici di urbanistica sociale di pari passo alla riedificazione di aree urbane.

Cosa è cambiato in questi mesi?
Mentre il totale di unità abitative sociali realizzate in tutta Europa è arrivato a 600, in Italia il Social Housing sta cominciando a prender piede ed è destinato ad aumentare spingendo molte città ad adeguarsi a questa politica.
Nel corso di quest’anno la Giunta regionale della Regione Lazio ha firmato una delibera, che stanzia la ripartizione di 65 milioni di euro per l’attuazione del primo programma per il Social Housing garantendo così una forte spinta alla costruzione, al recupero e all’acquisto di nuovi alloggi da destinare all’edilizia sociale.
Oltre alle città del Lazio le città italiane che hanno aderito già da un po’ alla politica del Social Housing sono Brescia, Treviso, Bologna, Pesaro e Teramo.
New entry nel Social Husing, invece, è San Benedetto del Tronto che dopo il successo riscontrato dall'iniziativa "Abitiamo insieme Ascoli", sembra essere interessata a riproporre una simile iniziativa in altre zone. In questa direzione, il Comune di San Benedetto ha iniziato a muoversi, con un progetto di trasformazione di una vecchia scuola in una palazzina con due appartamenti destinati a giovani coppie. L'intervento sull'edificio è finalizzato alla riconversione di due piani in alloggi di proprietà dell’ Erap e del piano terra in un centro sociale dedicato a tutto il quartiere.
L’iniziativa fa parte di un bando regionale di riqualificazione urbana al quale ha partecipato il Comune di San Benedetto del Tronto consegnando il progetto che prevede la trasformazione di altre due strutture di Social Housing. Ora si aspetta solo il via libera della Regione Marche.

Una interessante politica, quella del Social Housing, che però necessita anche della partecipazione attiva dei cittadini dei vari comuni. E’ anche compito e dovere di ognuno di noi, infatti, associarci per chiedere ai comuni di residenza aree da destinare al Social Housing.

mercoledì 3 marzo 2010

Acquistare case in Italia: quanto costa?

Casa dolce casa, ma quanto costi? La risposta è dipende molto dalla città in cui si vive.
In Italia, i prezzi per le abitazioni variano considerevolmente di regione in regione e anche all’interno della stessa città il prezzo cambia di molto a seconda della zona in cui si cerca l’appartamento. Un altro elemento che fa variare il prezzo è la categoria di costruzione che si intende acquistare che può essere signorile, media o economica.

Secondo i dati del Borsino immobiliare, pubblicati di recente da Confedilizia la città dove acquistare casa è più costoso in assoluto è Venezia, pensate che per un appartamento si può arrivare a spendere fino a 9.570 euro al metro quadrato in zona centrale. A seguire Venezia nella classifica c’è Roma con 8.000 euro al mq e Milano con 7.570 euro al mq sempre in zona centrale. Naturalmente, anche in queste città i prezzi si riducono di molto se ci si sposta nelle aree decentrate. Raggiunge il quarto posto Siena con 5.300 euro al metro quadrato, seguita da Bergamo con 5.080 euro e Firenze con 4.900 euro. Nelle città di Bologna e Torino si spendono al massimo 4.500 euro al metro quadrato per un immobile.

In quali città italiane costa meno acquistare case?

I prezzi più bassi di Italia per l’acquisto di una casa si sono registrati a Ragusa, dove si spendono al massimo1610 euro, a seguire c’è Crotone con 1630 euro al mq e Nuoro dove si spendono al massimo1700 euro, sempre per un appartamento in zona centrale.

Di seguito, nella tabella, vediamo i prezzi richiesti per acquistare case nei capoluoghi delle regioni italiane.



Nord
Prezzo
minimo
al mq
Prezzo
massimo
al mq
Trento€ 870€ 3540
Torino€ 1900€ 4500
Bologna€ 1600€ 4500
Milano€ 2100€ 7570
Venezia€ 2080€ 9570
Aosta7002900
Trieste5202750
Genova1100 3940

Centro


Roma€ 2200€ 8000
Firenze€ 1600€ 4900
Pescara*9803080
Perugia9003100
Ancona11303360

Sud


Potenza€ 940€ 2420
Cagliari€ 850€ 2450
Campobasso€ 1050€ 3080
Catanzaro€ 700€ 2100
Palermo8001300
Bari€ 1000 2400
Napoli8504450

*A seguito del terremoto a L’Aquila, non sono rilevati i valori relativi ai costi delle abitazioni del capoluogo abruzzese per questo si è preso in considerazione Pescara.

Prendendo in esame tutte le città d’Italia, come si deduce dai dati della tabella sopra riportata, i prezzi medi più alti per acquistare case si trovano al Nord e quelli più bassi al Sud.

Al Nord in Liguria in una città come Genova si spendono almeno 1100 euro al mq in periferia e circa 3940 per un appartamento in centro.
Al Sud d’Italia invece l’acquisto di una casa sembra molto più realizzabile. Ad esempio, a Catanzaro occorrono massimo 2100 euro al mq per una casa nuova e in centro.

Se si analizzano però solo i valori minimi di tutte le città di Italia, il prezzo più alto risulta al Centro con una media di 1.562 euro al mq. Gli immobili in Abruzzo, ad esempio in una città come Pescara costano in media 2030 euro al mq. Nelle Marche invece nella città di Ancona per acquistare case occorrono mediamente 1987 euro al mq. In Toscana in una città come Firenze, ad esempio, ci vogliono almeno 1600 euro al mq in una zona di periferia e si arriva a pagare fino a 4900 euro per una zona centrale.



Allora quanto costa in Italia comprare casa? Per concludere possiamo così sintetizzare, il prezzo medio al metro quadro di una casa è stimato pari a:

• 3.327 euro nel Nord;
• 3.160 euro nel Centro;
• 2.232 euro nel Sud e nelle Isole.

Sperando di aver soddisfatto la vostra curiosità, vi auguriamo una buona navigazione su Blog Immobiliare!

martedì 2 marzo 2010

Mar Adriatico: le case vacanza più convenenti

L’inverno ormai è alle spalle, le giornate di sole cominciano ad essere sempre più frequenti e piacevolmente calde. Stanchi di un inverno rigido e stressati dal tram tram quotidiano, molti di noi stanno già stanno pensando di organizzare le proprie vacanze.

Da un po’ di anni a questa parte gli italiani hanno cambiato il modo di vivere le proprie vacanze ed invece di prenotare hotel a 4 stelle con ogni genere di confort, pagato a caro prezzo, preferiscono le case vacanze. Spesso più economiche e con il pregio di farci sentire a casa nostra, le case vacanze rappresentano un mercato che ha avuto un vero e proprio boom, tanto da essere l’unico settore immobiliare a non aver risentito affatto della crisi economica.Visto che la voglia di vacanze ha contagiato anche noi di Blog Immobiliare abbiamo pensato di offrirvi una piccola giuda delle case vacanze sul Mar Adriatico, indagando sui prezzi che offrono le città turistiche di questa splendida costa.

Quali sono le località italiane più ambite per le vacanze sul Mar Adriatico? E qual’é il prezzo medio di una casa vacanze alla settimana?

Dallo studio fatto risulta che le regioni più ambite sono il Veneto, l’Emilia Romagna, le Marche, l’Abruzzo e la Puglia. Di seguito vediamo in particolare quali sono le città più frequentate dai turisti e qual è il prezzo medio da pagare.



Prezzo a Settimana Bassa Stagione
Prezzo a Settimana Alta Stagione
Venezia€ 400-600
€ 700-1200
Rimini
e
Riccione
€ 300-500
€ 600-1200
San Benedetto€ 300-500
€ 600-1100
Pescara€ 250-500
€ 600-1000
Brindisi€ 400-1000
€ 1000-2000
Otranto€ 300-500
€ 600-1300


Come si nota chiaramente dalla tabella la città che offre case vacanze più care è Otranto, che oltre al prezzo medio riportato, arriva a toccare anche i 3000 euro a settimana per case vacanze di lusso. La città più economica per affitti di case vacanze, invece, risulta essere Pescara che nella bassa stagione parte da un prezzo minimo di 250 euro.

In generale possiamo affermare che i prezzi delle case vacanze, rispetto all’anno scorso, non hanno avuto flessioni significative, ne verso l’alto ne verso il basso, ed in particolare i prezzi delle case vacanza Abruzzo sono rimasti per lo più immutati e contenuti.

Questo è frutto di una politica incentrata sul turismo, settore nel quale l’Abruzzo ha puntato moltissimo nell’ultimo anno cercando di risollevarsi dopo il devastante terremoto dell’Aquila. Ed è proprio grazie alle molte iniziative volte a portare turisti in questa splendida regione che recentemente l’Abruzzo è stato uno dei protagonisti indiscussi del Bit Milano vincendo il Bit Tourism award 2010 per "la capacità di rispondere in modo costruttivo, collaborativo ed efficiente all'evento sismico dell'aprile 2009". La manifestazione è stata svolta nel Palazzo Mezzanotte ed il premio è stato consegnato all'assessore al Turismo da una giuria composta dai membri dell'Ente MilanoFiera e dagli organizzatori della Bit.Sperando di esservi stati utili con questa piccola guida sui prezzi delle case vacanze, non ci resta che augurarvi buona ricerca!

lunedì 1 marzo 2010

Case in affitto: guida pratica per chi cerca casa

Se state cercando case in affitto, ma non sapete da che parte cominciare tenere presente queste informazioni che vi forniremo: vi saranno utili per fare la scelta giusta!
Prima di mettervi alla ricerca di case in affitto decidete se preferite affidarvi ad un’agenzia immobiliare specializzata oppure trovare casa senza intermediari.

Il vantaggio nel fare quest’ultima scelta è solo il fatto di non dover versare nessuna quota in più oltre al costo dell’affitto. Lo svantaggio invece è che bisogna occuparsi di tutte le questioni pratiche e burocratiche da soli senza potersi affidare a degli esperti. Inoltre, se si decide di trovare casa da soli è necessario avere a disposizione più tempo per la ricerca dell’abitazione adatta. Le agenzie infatti conoscono meglio il mercato e hanno numerosi contatti con i proprietari, per loro quindi è molto più facile trovare le case in affitto adatte a voi e potranno farlo più velocemente.

Vediamo insieme quali sono i servizi offerti dalle agenzie immobiliari per chi cerca case in affitto.

• Assistenza pre-contrattuale: una volta ascoltate le vostre esigenze, l’agente immobiliare si occuperà di farvi visionare gli appartamenti in affitto più adatti a voi e vi aggiornerà costantemente sui nuovi immobili disponibili e rispondenti alla tipologia da voi richiesta.

• Assistenza contrattuale: una volta individuato e scelto l’appartamento che risponde alle vostre necessità l’agente vi aiuterà nella stesura del contratto di locazione spiegandovi tutti i contenuti di ciò che state sottoscrivendo.
Come garanzia aggiuntiva, alla consegna delle chiavi l’agente sottoscrive un verbale di consegna completo di foto per certificare lo stato di fatto dell’abitazione ed evitare possibili disaccordi tra inquilini e proprietari.

• Assistenza post-contrattuale: l’agente si occuperà inoltre della registrazione del contratto, del rinnovo e delle eventuali disdette o risoluzioni anticipate del contratto

L’agenzia dunque offre un servizio completo di assistenza e consulenza legale ed amministrativa in tutte le fasi della locazione.
Generalmente, l’agenzia per i servizi offerti richiede il 10% della somma totale che si verserà in un anno al proprietario dell’immobile.

Se decidete di recarvi in un’agenzia per cercare la vostra casa in affitto, rivolgetevi ad un’agenzia accreditata così sarete sicuri di affidarvi a professionisti seri e qualificati.

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