sabato 10 aprile 2010

Mancato pagamento affitto: ecco cosa può succedere

Nino Cherchi, di 69 anni, ex figura di spicco del banditismo sardo, ha ucciso due ragazzi albanesi, rispettivamente di 30 e 32 anni. L’omicidio si è consumato intorno alle ore 13 dell’8 Aprile all’interno dell’immobile in affitto. Cherchi ha sparato sette colpi, due alla testa di Gazmen Peca, e due a Kasem Memaj, uccidendoli sul colpo. Poi ha puntato la pistola contro Ariana Zelo, 31 anni e moglie di Gazmen Peca, sparando tre colpi e ferendola gravemente al torace. Sembra che la donna si sia salvata buttandosi a terra. Trasportata dal 118 all’ospedale di Olbia, dopo un lungo intervento chirurgico, non sarebbe ora in pericolo di vita. Ariana Zelo ha cercato di difendere dai colpi di pistola il figlio di cinque mesi, che fortunatamente non è stato ferito.

Kasem Memaj era arrivato da poco in Italia per fare lo stesso lavoro che faceva Gazmen Peca, che lavorava per una ditta edile. Sembra che i tre facessero fatica ad arrivare a fine mese. A conseguenza di ciò c’era stato un mancato pagamento dell’affitto negli ultimi mesi, come testimonia un’amica con cui si era confidata Ariana Zelo.

Dopo aver compiuto l’omicidio, Nino Cerchi ha chiamato il 112, dicendo solo: “venite qui”. Ai carabinieri che lo hanno interrogato l’ex latitante ha detto inizialmente di essersi semplicemente difeso da un’aggressione. Ha confessato solo in seguito.

Il movente è ancora dubbio, una delle ipotesi che sta valutando Riccardo Rossi, sostituto procuratore del Tribunale di Tempio Pausania, è che la lite sia scoppiata per il ripetuto mancato pagamento dell’affitto.
Anche la dinamica dell’omicidio è ancora da accertare. L’arma che ha sparato i colpi è una pistola 7,65, regolarmente denunciata dalla famiglia di Cherchi, ma i carabinieri non si spiegano come mai l’uomo l’avesse con sé, soprattutto considerando che pochi minuti prima era stato visto da una vicina passeggiare tranquillamente. Sembra sia da escludere che il Cherchi sia tornato a casa a prenderla in un secondo momento, a causa del nuovo mancato pagamento dell’affitto.

Nino Cherchi è una vecchia conoscenza delle forze dell’ordine. Figura di spicco del banditismo sardo, si è macchiato in passato di molti crimini, tra cui rapine, furti ed estorsioni ed ha trascorso undici anni in carcere, finchè, nel 1979, non è stato graziato dal presidente della Repubblica Sandro Pertini. A quel punto cerchi si è trasferito ad Olbia, dove ha aperto una macelleria.

Il motivo che ha portato a tanta violenza appare ancor più futile se si considerano alcuni elementi. Il locale in questione sembra sia un monolocale piccolissimo, situato al piano terra; secondo alcune fonti si tratta di uno scantinato, in particolare dello scantinato della casa dove Cherchi abita al primo piano.
Un’amica della coppia sostiene che i due pagavano un affitto di ben quattrocento euro mensili. Una cifra enorme, se si considera il tipo di locale in cui vivevano e che, in parte, ci fa capire i motivi del mancato pagamento dell’affitto. E non è tutto. Non esiste regolare contratto di affitto. Certo, in una realtà in cui gli affitti in nero non sono più una novità, il fatto non fa poi tanto scalpore. Affittare appartamenti in nero è diventata una consuetudine e ciò che è consueto diventa normale. Anche se questa consuetudine a ben pensarci non conviene a nessuno. Senza contratto di affitto il locatore non ha il diritto di riscuotere il canone d’affitto e l’affittuario non ha il diritto di occupare l’immobile. Bisogna inoltre considerare che chi affitta un qualsiasi tipo di locale senza regolare contratto di locazione rischia multe salatissime. Sicuramente regolarizzare le cose rende più sicuri non solo nei confronti del fisco. È fondamentale per un proprietario sapere chi occupa il proprio appartamento. Per questo è importantissimo rivolgersi a persone esperte nella ricerca di immobili da una parte e di inquilini referenziati dall’altra.
A tal proposito ci permettiamo una riflessione: se le due vittime si fossero rivolte a un’agenzia immobiliare non avrebbero forse trovato qualcosa di meglio di uno scantinato in affitto a 400 euro mensili? Questa vicenda ci sembra sempre più assurda.

2 commenti:

  1. hai beccato un caso estremo dai..non lo usare per fare affari o giustificare la necessità del tuo lavoro...

    Se vai in agenzia per un chiedere un affitto ti chiedono la busta paga(una deve bastare per coprire tutto il costo dell'affitto(in teoria 30% dello stipendio...impossibile per un italiano in regola...)perche' intestarlo a piu' persone e' troppo rischioso economicamente),residenza,caparra,tre persone magari non le prendevano nella stessa casa,etc...
    Questi semplici/nemmeno tanto semplici parametri probabilmente non rientravano nelle possibilità di queste persone....

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  2. Ciao, anonimo.

    A noi non risulta che le agenzie richiedano la busta paga.Forse ti confondi con la richiesta di mutuo, che comunque si fa presso una banca e non presso un'agenzia immobiliare. L'agenzia, invece, fa semplicemente da "mediatore" tra il locatore e i futuri inquilini. Il mediatore ha il compito di "mettere in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza" come recita l'art. 1754 del Codice Civile. Non ci risulta
    inoltre che si corrano rischi economici nell' intestare un contratto di affitto a più di una persona, semplicemente non è necessario. La caparra può essere chiesta, ma sempre dall'affittuario, indipendentemente dal fatto che si rivolga ad un'agenzia o meno ed indipendentemente dal fatto che ci sia regolare contratto o meno. Non credo che un tipo come Cherchi sia stato così magnanimo da non pretendere una caparra, vista la reazione che ha avuto per un ritardo sull'affitto...

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