mercoledì 17 febbraio 2010

Case popolari per i bamboccioni trevigiani: è già polemica!

Ebbene si! Una ricerca condotta pochi mesi fa dall'Istituto Iard ha masso in evidenza che su 2.500 giovani italiani tra i venticinque e i ventinove anni, più della metà vive con i genitori. E la ragione più ricorrente per cui i bamboccioni decidono di lasciare il tetto di mamma e papà è ancora il matrimonio.
Secondo i sociologi che hanno condotto questa ricerca, il fenomeno dei bamboccioni è dovuto principalmente al fatto che la crisi economica che stiamo affrontando ormai da tempo non permetta a molti giovani di essere economicamente indipendenti e la maggior parte di loro, un po’ per comodità e un po’ per pigrizia preferisce rimanere sotto l’ala protettrice dei genitori.

Alla domanda: “Perché continui a vivere con i tuoi genitori?” la risposta è stata una sola: “Perché mi fa comodo!” .
Nessuno degli intervistati, ovviamente, sembra disposto a lasciare una casa dove continua ad esser coccolato nemmeno se dall’altro lato della medaglia c’è l’indipendenza, perché questo nella maggior parte casi significherebbe incominciare a vivere tra sacrifici e piccole rinunce.

Beh, una fotografia dell’Italia che non ci fa molto onore!

E allora c’è qualcuno che ha preso provvedimenti, come il sindaco di Montebelluna, Laura Pupatto.
È recente la firma che sigla una bella iniziativa nata da un progetto che vede uniti il Partito Democratico e la Lega. Nasce così, in provincia di Treviso, il primo bando "pro-bamboccioni" per l'assegnazione di alcuni appartamenti di proprietà dell' Ater con canone d’affitto agevolato.
L’obiettivo è dare un’occasione in più a quei giovani che vorrebbero allontanarsi da casa, ma non hanno molte possibilità economiche per farlo.

Cosa prevede il bando? E come vengono assegnati gli affitti agevolati?
L’iniziativa è rivolta ai bamboccioni che hanno i seguenti requisiti:
  1. essere cittadini italiani o di uno Stato dell’Unione Europea o stranieri regolari;
  2. devono avere un’età inferiore a 36 anni, non compiuti alla data di scadenza del termine di presentazione della domanda;
  3. in caso di coppia sposata, almeno uno dei richiedenti, deve avere la residenza nel territorio dell’Area Montebellunese;
  4. non devono occupare o avere occupato senza titolo un alloggio di edilizia residenziale pubblica.

Dopo la presentazione delle domande sarà stabilità una graduatoria e ad ogni bamboccione verrà assegnato un punteggio:
  • 5 punti per i richiedenti che abbiano la residenza anagrafica nel comune di Montebelluna;
  • 3 punti per i richiedenti che abbiano la residenza anagrafica in uno degli altri sei Comuni dell’Area Montebellunese (Cornuda; Crocetta del Montello; Giavera del Montello; Maser; Pederobba; Trevignano);
  • 7 punti per soggetti residenti con la famiglia di origine da almeno 5 anni, anche non consecutivi, a partire dalla maggiore età;
  • 5 punti per soggetti richiedenti con età compresa tra i 25 anni e i 30 anni;
  • 3 punti per soggetti richiedenti con età compresa tra i 31 anni e i 36 anni;
  • 7 punti per coppie sposate in cui entrambi i componenti abbiano età inferiore a 36 anni;
  • 3 punti per i soggetti richiedenti che non abbiano un contratto di lavoro a tempo indeterminato;
  • 10 punti ai richiedenti che dimostrino di avere I.S.E.E. inferiore 20.000 euro.
Questi requisiti devono essere posseduti alla data di scadenza del termine di presentazione della domanda e al momento dell’assegnazione dell’alloggio.

Gli appartamenti messi a disposizione sono 6 e l’affitto agevolato oscilla tra i 225 ai 286 euro, la metà del reale valore di mercato.
Il contratto d'affitto vale al massimo cinque anni e alla scadenza è previsto il diritto di prelazione per l'acquisto ad un prezzo compreso fra i 98 e i 142 mila euro.
La domanda dovrà essere presentata entro il 31 marzo e al momento dell'assegnazione è richiesta una fideiussione bancaria o assicurativa della durata minima di otto mesi.
Entro due mesi dall’assegnazione dell'appartamento, poi, il bamboccione dovrà trasferire la propria residenza nella sua nuova casa.

Qualcuno però già si lamenta.
C’è chi, tra i giovani, si lagna dei pochi appartamenti messi a disposizione dei bamboccioni, visto che le richieste arrivate in comune in brevissimo tempo sono già moltissime.

Ma c’è anche chi non è d’accordo con il progetto pensando a tutti coloro che hanno veramente bisogno di affitti agevolati e che in questo caso vedrebbero violato il diritto all’uguaglianza nell’accesso alle case popolari.

Il sindaco di Montebelluna Laura Puppato, rassicura: «E’ tutto studiato nei minimi dettagli, la palazzina in questione è già stata messa all’asta, andata deserta, e sta accanto ad altri quindici appartamenti che saranno assegnati secondo la procedura tradizionale. Il bando è inattaccabile».

Staremo a vedere …

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